Artisti 2015

Artisti Musica sulle Bocche 2015

 

I protagonisti della 15ª edizione del festival

Cliccando sui nomi si accede alla scheda personale di ogni artista corredata di dati biografici e immagini.

Alfio Antico

"Quando la musica sorge dalle viscere della terra, ordina il caos ed espelle le impurità. La natura parla e le cose prendono il loro posto nel mondo. Prima del linguaggio, la mano che danza sulla pelle del tamburo compie il prodigio della nascita del suono, come la mano del fabbro quando percuote il metallo o quella del pastore quando ritma il tempo della festa e della veglia".

Alfio ha vissuto fino all'età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne dell'entroterra siracusano e  respirando, in una vita non certo priva di durezze, le favole, le storie, i miti della cultura contadina.

I suoni delle 600 campane del suo gregge; la nonna che con il proprio magico tamburello scacciava - lui bambino - i mostri della solitudine e della paura; le prime esperienze musicali nelle strade delle grandi città fino all'incontro con i più famosi musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana fanno di Alfio Antico un artista che ha raggiunto la piena maturità.

Alfio ha oltre settanta tamburi, tutti fabbricati da sé e meravigliosamente intarsiati con immagini di divinità agresti, segni antichi che racchiudono una saggezza eterna.

Attraverso il ritmo ed il canto, Alfio Antico scolpisce le mille figure del tempo. "Io sono il tamburo", sussurra in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare una mistica unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che, fissata ad un setaccio da grano, torna a nuova vita cantandoci storie d'amore e poesia.

Il personaggio va compreso a partire dal suo percorso, che comincia su sperdute e assolate colline siciliane; terra di duri contrasti, di bene e di male, d'emozioni e sentimenti che lasciano il segno, come tutte le terre di confine. Poi la fuga nel continente, a Firenze, allora certamente il più accogliente e meraviglioso contenitore da riempire di suoni, e qui la sorpresa. A Firenze vivono molti studenti e lavoratori salentini, sardi, calabresi, siciliani: per tutti la sirena si materializza sulla scalinata dei Lanzi, in piazza della Signoria.

Quest'ambiente povero di soldi, ma ricco di stimoli, è stato il ventre fertile della rinascita di Alfio Antico; poi i contatti e le collaborazioni con grandi artisti della musica e del teatro (Eugenio Bennato, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Giorgio Albertazzi, Amedeo Amodio, Vinicio Capossela, Carmen Consoli) fanno di lui l'artista eclettico di oggi: musica, presenza, gestualità; maestria e virtuosismo eccelsi.

 Nelle sue mani, il tamburo esprime sonorità impensabili, che ci fanno comprendere le risorse infinite di questo pur semplice strumento. Alfio vi aggiunge la sua vena poetica, espressa nella lingua che meglio conosce, il siciliano; la sua teatralità naturale è dirompente.

Nel campo musicale Alfio ha intrapreso moltissime collaborazioni, tra cui quelle con Musicanova, Edoardo Bennato, Vincenzo Spampinato, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Peppe Barra, Renzo Arbore, Roy Paci, I Lautari, Gianni Perilli, Piero Ricci e la Nuova Compagnia di Canto Popolare.

L’artista siciliano inoltre nel corso degli anni ha dato il proprio contributo al mondo del teatro prendendo parte ai seguenti progetti: Maurizio Scaparro e Pino Micol (Vita di Galileo, 1988); Giorgio Albertazzi (Memorie di Adriano, 1988 e 1994); Massimo Ranieri (Pulcinella, 1994); Ottavia Piccolo e Renato De Carmine (Dodicesima Notte 1991, regia di Jerome Savary); Roberto De Simone (Le Tarantelle del Rimorso, 1992 e Agamennone, 1994, al Teatro Greco di Siracusa).

Alfio ha poi partecipato ad alcuni progetti nel campo della danza con Amedeo Amodio (Cabiria – 1994, Teatro Romano di Verona), George Iancu (Mazzafionda, Festival dei Due Mondi di Spoleto - Aura) e Vittoria Ottolenghi (Maratona Internazionale di Danza).

Nel 2006 Alfio Antico inizia a collaborare con l’etichetta discografica indipendente Due Parole- Narciso Records di Carmen Consoli: è l’inizio di un nuovo periodo fecondo per l’artista che s’inserisce nel “laboratorio culturale”, tipico dell’ambiente dell’etichetta.

Vari sono i progetti intrapresi durante questi anni.

Alfio Antico ha infatti suonato il suo tamburo in numerosi progetti discografici quali “Il ballo di San Vito” (1996) di Capossela, “Anima Antica” (2004) de I Lautari e “Elettra” (2009) di Carmen Consoli.

Ma è soprattutto nelle esibizioni dal vivo che Alfio riesce ad esprimere la propria energia artistica: nel 2007 è tra i protagonisti del progetto Musica Antica del nuovo Millennio che fa tappa a Roma, Milano e Catania, insieme a  Carmen Consoli, I Lautari e Rita Botto.

L’anno successivo, il 2008, è colmo di importanti esperienze live: prima fra tutte L’omaggio a Rosa Balistreri, grande evento di chiusura dell’Etnafest organizzato da Carmen Consoli con la partecipazione di dodici donne della musica italiana (tra cui Vanoni, Turci, Rei, Giorgia, Nada); sul finire dell’anno Alfio porta in scena lo spettacolo Semu suli semu tuttu che ha riscosso un grande successo sia in Sicilia che nella data romana presso l’Auditorium Parco della Musica. 

Il 2009 si apre con la partecipazione di Alfio Antico al X Festival della Canzone Siciliana, in onda su Antenna Sicilia, con il brano “Tutti li cosi vannu a lu pinninu” e prosegue con la presenza sul palco alla data catanese del Solo Show di Vinicio Capossela in cui Alfio interpreta “Il ballo di San Vito”.

A novembre nella Cattedrale di Aosta si celebra con un concerto il nono centenario della morte di Anselmo d’Aosta: Alfio è presente con i suoi ritmi pastorali per una suite di cinquanta minuti insieme ai violoncelli di Giovanni Sollima e Monika Leskovar.

Sempre nello stesso mese Alfio è coinvolto nell’esecuzione delle musiche del progetto Instrument 3: cage sculpture - L’insostenibile pesantezza dell’essere messo in scena dalla Compagnia Zappalà Danza: uno spettacolo in cui i suoni del tamburo si sposano con il mondo della danza.

L’anno si conclude con un evento unico e caratteristico, il Leso Show, un concerto <leso>, letteralmente folle che vede lo stesso Alfio e il giovane cantautore catanese Fabio Abate sullo stesso palco della Sala Lomax di Catania: due generi/generazioni cosi lontani e diversi s’incontrano e  fondono la loro energia creativa. Ne scaturisce un’inusuale e folle simbiosi tra i due universi musicali.

Nel gennaio 2010 Alfio propone l’anteprima del prossimo spettacolo teatrale, Jurnata, descritto dallo stesso artista con queste parole: «Il tamburo è la voce del mondo, il ritmo della nascita e della morte, della festa e del lavoro: attraverso l’unione di un setaccio per il grano e la pelle di un animale morto si celebra ancora una volta il miracolo della comunicazione tra il visibile e l’invisibile».

Il primo maggio Alfio partecipa al concertone di Piazza San Giovanni a Roma con il calabrese Peppe Voltarelli, Puccio Castrogiovanni de I Lautari e Ramon della Bandabardò.

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Parallelamente all’attività in studio Alfio si dedica anche ai concerti live prendendo parte al tour acustico estivo di Carmen Consoli in occasione di alcune date evento: all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alla Villa Reale di Monza, al Teatro Antico di Taormina, ad Ancona e nel suggestivo spettacolo della Sila, a Lorica.

Nel corso dell’estate Alfio Antico partecipa alla rassegna Il Folk dipinto di blu dedicata a Domenico Modugno, al festival di Montemurro Tarantellarte e all’omaggio a Rosa Balistreri a Catania, insieme a I Lautari, Rita Botto e ad altri artisti.

Durante la stagione invernale del 2010 entra in studio di registrazione per incidere le tracce di Guten Morgen , il nuovo album uscito per la Narciso Records il 29 Marzo 2011.

L’album è stato finalista per la Targa Tenco 2011, per la sezione dialettale.

Nel 2012 riceve il premio “Ignazio Buttita”.

Nel 2013 partecipa come ospite speciale al concerto della "Notte della taranta " insieme all' orchestra diretta da Giovanni Sollima: in quest'occasione Alfio Antico sarà l'unico ospite ad eseguire un proprio brano; nello stesso periodo riceve il premio alla carriera al Premio nazionale per la musica tradizionale della città di Loano.

 

Collaborazioni

Eugenio Bennato (Musicanova, 1978)

Maurizio Scaparro e Pino Micol (Vita di Galileo, 1988)

Lucio Dalla (Tour, 1989)

Edoardo Bennato (Abbi Dubbi, 1989)

George Iancu (Mazzafionda, 1991)

Vittoria Ottolenghi (Maratona Internazionale di Danza, 1991)

Giorgio Albertazzi (Memorie di Adriano, 1988 e 1994)

Ottavia Piccolo e Renato De Carmine (Dodicesima Notte, 1991)

Renzo Arbore (Orchestra italiana, 1991)

Roberto De Simone (Le Tarantelle del Rimorso, 1992 e Agamennone, 1994)

Massimo Ranieri (Pulcinella, 1994)

Amedeo Amodio (Cabiria, 1994)

Vinicio Capossela (Il ballo di San Vito, 1996)

Fabrizio De André (Anime Salve, 1996)

I Lautari  (Anima Antica,  2004)

Carmen Consoli (Musica Antica del nuovo Millennio, 2007)

Carmen Consoli (Terra ca nun senti, 2008)

Carmen Consoli (Elettra, 2009)

Compagnia Zappalà Danza (Instrument 3: cage sculpture, 2009)

Wim Wenders (Il Volo, 2010)

Philippe Claudel (Tous les soleils, 2010)

Compagnia Zappalà Danza (SudVirus, 2014)

 

Discografia

2000 - Anima 'Ngignusa (Onyx)

2002 - Supra Mari (Alfamusic-Rai Trade)

2005 - Viaggio in Sicilia (Alfamusic-Rai Trade) 

2010 – Guten Morgen (Narciso Records – Universal Music)

Mulatu Astatke

In 2008, The Barbican, and then Glastonbury, hosted a concert featuring four of Ethiopia’s most famed musicians, key artists from what is now seen as the country’s “golden period” of music, crystalising in the last days of Haile Selassie, before finally being silenced as Mengistu’s ‘Derg’ administration quashed the country for nearly two decades. Mahmoud Ahmed had played the country a handful of times, his still powerful vocal garnering him a Radio 3 World Music Award. Gétachèw Mèkurya, an octogenarian saxophonist whose timbre and technique is considered by some to pre-figure Ornette Coleman’s ‘free’ experiments by several years, has enjoyed a new lease of life in Europe, hooking up with avant-punks The Ex. Alèmayèhu Eshèté, initially taking his lead from Elvis Presley, had never performed in the UK, though he plays regularly for the ex-pat Ethiopian community in the US. The last of the four, Mulatu Astatké, whose unique music punctuated Jim Jarmusch’s film, ‘Broken Flowers’, is in many ways the most crucial figure in the country’s recent musical history. He had played the UK for the first time in over 15 years just beforehand at Cargo in April 2008 with London-based collective The Heliocentrics for Karen P’s ‘Broad Casting’ session, a gig that has culminated in a unique new album for Strut Records’ ‘Inspiration Information’ studio collaboration series.

“Being away for a long time from the UK, I really thought people had forgotten about or hadn’t heard of Mulatu,” he states. “At Cargo, there were so many younger guys giving me that beautiful warm reception. They really loved my music and the band. For the musicians to learn the Ethio-jazz classics like that in a day was incredible. I have a lot of attraction to the UK – I feel like I almost grew up here during my teens. I love the chance to come over and play. It was an excellent experience.”

It has taken Astatke over forty years to start to attain the recognition he deserves. Born in 1943 in Jimma, Ethiopia, he came over to North Wales at the age of 16 to continue his further education, focusing initially on the sciences. Music quickly caught his attention, and he was encouraged to pursue it by one of his teachers. “I tried trumpet, I tried clarinet, keyboard – I was playing everything there,” he recalls. “After I finished school, I went to Trinity College in London. I started playing different clubs. I used to hang out with Tubby Hayes, Frank Holder, Joe Harriot and Ronnie Scott. It was a beautiful time.”

This was around 1957, the era of ‘London Is The Place For Me’ captured so astutely on the four Honest Jons compilations that document the ensuing musical shifts that happened in the wake of the SS Windrush. “When I was in England, I started seeing people coming from Ghana, Nigeria, Trinidad, trying to promote and expose their music to a European audience,” says Mulatu. “They had a connection with England because of the Commonwealth. That also influenced me to concentrate on promoting Ethiopian music. It was with that feeling that I went to America.”

For many Afro-American artists of the era, ‘Africa’ was a signifier; a metaphor and an aspiration as much as a destination. Art Blakey, Yusef Lateef and Randy Weston studied and played there, bringing a freshness to their music on their return. Conversely, Nigerian Babatunde Olatunji, whose percussion leant itself so memorably to Art Blakey and Max Roach amongst numerous others, made the opposite journey, educating many musicians in the US to understand the roots of his music.

The industrial and cultural strength of America ensured that their music was re-appropriated in the most intriguing places. Mulatu’s story in many ways underlines one of the core themes of 20th Century music, of how increased globalisation and communication have sped up the process by which ideas are exchanged and new developments evolve. It is also a bitter irony that colonialisation and the slave trade, surely the global economies’ darkest underbelly, meant that newly independent African countries had the language and international links to spread their creative ideas.

“For many years Ethiopia was a very closed country and we never had this access of promoting our music and culture,” states Mulatu. “I wanted to create something so I could be identified like those musicians I’d seen in England.” Mulatu continued his studies at Berklee College in Boston in 1958 (he was their first ever African student) before moving to New York, forming a group called The Ethiopian Quintet, around 1963. The band consisted of himself and Afro-American and Puerto Rican musicians, and they recorded two volumes entitled ‘Afro-Latin Soul’. Combining Ethiopian melodies with 12- note harmonies and Western Instrumentation, his idea was also to underline the African roots of Latin music – “it was during the ‘60s that ethio-jazz came to life,” he remembers. “one night we’d be playing a jazz club in New York, the next a Puerto Rican wedding North of the Big Apple.”

In the radical musical scene of the Sixties, he met and hung out with John Coltrane, who was intrigued to meet an African musician blending music in this fashion. “I met him in Birdland and sat and talked to him for a while. He was so happy to discuss, really, with an African musician. Coltrane was a cool guy – very peaceful. That was my impression.” Mulatu later recorded an album with Coltrane’s second wife, Alice, when she visited Ethiopia, though the tapes were sadly lost during the destructive atmosphere of the Derg.

After gigging around New York, he returned to Addis in the late ‘60s and collaborated with Poet Laureate Gabre-Medhin and even composed for the poet’s stage works. He continued to set about making new arrangements of traditional Ethiopian melodies and songs and was soon crowned the ‘Father of Ethio-jazz’. Mulatu’s approach was a radical one, especially for those musicians who had worked for Army and Police bands. As Addis nightlife started to throng to the sound of modern Ethiopian pop, a taut funk, soul and jazz hybrid with eerie pentatonic chords, state musicians began to moonlight, and a small home grown recording industry started to blossom, bucking the Emperor’s censorship policies. Duke Ellington would pay a visit in 1973, performing with Mulatu at one of his final live appearances in Africa. This era of creativity would eventually die out as Mengistu’s repressive policies took hold.

At the time of the Derg, Mulatu was a board member of the International Jazz Federation (IJF) an organisation that had links with UNESCO, so this gave him a chance to travel, and offered him a certain amount of freedom. He also took part in the ‘National Black Arts Festival’ in Nigeria, where he presented a music production called ‘Our Struggle’. It was here that he witnessed live shows by Fela Kuti, and Sun Ra, a musician he’s been compared to, and, as it happens, whose trilogy of ‘Heliocentric Worlds’ albums gave Mulatu’s current collaborators their name.

The ‘Ethiopiques’ CD series has since opened a new audience to his ‘Ethio-jazz’ experiments, but it wasn’t until Jim Jarmusch’s ‘Broken Flowers’ film that momentum started to gather, aided further by a ‘Best of…Ethiopiques’ compilation released in 2007. Mulatu’s ‘Inspiration Information’ collaboration with The Heliocentrics can be legitimately seen as the next step in a musical fusion, collaboration and cross cultural blend that began the day young Mulatu arrived in the UK back in the 1950s.

“When we came to the UK for the Ethiopiques gigs at Barbican and Glastonbury, (The Heliocentrics) gave me and Joel Yennior (Either Orchestra) some backing tracks and groove ideas to take away,” continues Mulatu. “By listening to this, you can feel the talents of different musicians from different backgrounds. Ethiopian, British, American. There’s a new composition, ‘Cha Cha’, and ‘Dewel’, based on Ethiopian Coptic Church music. The band took it and added what they feel. It’s a nice experiment. There’s also ‘Chik-Chikka’, which is a well known traditional Ethiopian folk song.”

Having drawn plaudits from the likes of Jim Jarmusch, Elvis Costello and Robert Plant, it’s a good time for Mulatu and the other musicians who toughed it out, and we can finally see this unique music as not austere, standing out on its own, but as a part of the interactive whole, that has produced some of the most gripping music in the latter part of the 20th Century.

“It’s like going back to the feel of the late ‘60s, it really feels like that,” he concludes. “My own music has taken a very different direction with Ethio-jazz. This album is mainly about tracing roots using the original Ethio-jazz sound as a solid base. Tracing roots is no bad thing, it’s great for the development of the music. And it has been great working with these guys. They are all great players.”

2009 will be an exciting year for Mulatu as the recognition of his music continues to gather pace. He is continuing his long running and valuable lecturing work as an artist-in-residence at M.I.T. in Boston, flying the flag for Ethiopian music, its heritage and the unsung influence that it has had on many forms of Western music. “There are many elements that pre-date classical music by many years – the Meqyammia which is a conducting stick used in 360 AD and the Kabaro, similar to a timpani drum and used in the same way, less as a time-keeping instrument, more as a feature of a composition. This again was part of church music originating from 360 AD. Relating to jazz, the Derashe tribe in Southern Ethiopia managed to play a diminished scale by cutting different sizes of bamboo. You can hear Charlie Parker, even Debussy using these scales. The Derashe used it in their music well before the advent of jazz or classical music.”

Mulatu also has ambitious plans for his own album releases. Following the Heliocentrics collaboration, he will be finishing his solo album, ‘Mulatu’s Steps Ahead’ and has grand visions of producing an Ethiopian opera: “It will mix Ethio-jazz with the traditions of the Ethiopian Coptic Church,” explains Mulatu. “Our church music is beautiful. People need to hear it. This will be the next chapter in Ethio-jazz and it will be great, I tell you!”

Bada Bim Bum Band

Street band toscana di 11 elementi, dalle caratteristiche eclettiche e trasformiste, mette in scena spettacoli diversi anche con l’ausilio di costumi di scena. Ogni show è un caleidoscopio musicale effervescente, un gioco teatrale infinito di scatole cinesi. L’aspetto ludico e coinvolgente non mette in secondo piano l’elemento musicale, che si presenta con un grande volume di suono dovuto alla composizione della band, costituita in prevalenza da sassofonisti.

Melaku Belay

Melaku Belay è un ballerino tradizionale etiope, nato ad Addis Abeba nel 1980. Ben presto mostrò una certa attitudine ed interesse ai diversi tipi di danza che sottolineano la vita di tutti i giorni della gente etiope. Apprese la sua passione tra la sua gente, ballerini e performers che gli trasmisero la tradizione durante le principali festività a Timqat, o durante i raduni scolastici.


All’inizio della sua carriera professionale ricevette un addestramento intensivo sullo spettacolo e la coreografia al Teatro Nazionale di Etiopia. Inoltre frequentò alcuni laboratori al Teatro Ras e al Teatro Hager Fikir, il più vecchio teatro indigeno d’Africa.
 Più tardi, sviluppò il suo talento e la sua abilità attraverso le diverse esperienze ed allenamenti, padroneggiando non meno di 30 diversi tipi di danza.
Ma Melaku è soprattutto uno spirito libero che ha rifiutato di restringersi in uno stile “tradizionale” imposto ed accademico. Da ballerino autodidatta, ha preso ispirazione dall’interno della società etiope stessa, e tra i detentori della tradizione.
Pertanto, nei suoi anni formativi, Melaku si è esibito con diversi gruppi culturali come la Rintana Creative Arts Center, Save Your Generation Ethiopia, il gruppo di Minch per l’Etiopia; e con il gruppo di Mahmoud Ahmed in Djibouti, il gruppo di Manalbosh Dibo nel Niger e Mali. Da quasi 15 anni lavora anche tutte le sere con i musicisti tradizionali etiopi chiamati “Azmari”, nel Fendika.
Poiché la tradizione è anche il fondamento della musica moderna etiope, Melaku si è esibito anche con gruppi musicali jazz come Addis Acoustic Project e Nubiana Ark. Ha ballato ovunque in Etiopia e in diversi posti come lo Sheraton Addis, Hilton International, l’Alliance Ethio-Française di Addis Abeba e il Dire-Daoua, il Teatro Hager Fikir, il National Theatre, il Ciub Alizé, il Coffee House, il Ghion Hotel e il Fendika Azmari per citarne alcuni…

Melaku ha anche sviluppato una sua rete a livello internazionale, creando una vera fusione tra il suo sfondo culturale tradizionale e la musica moderna. Dal 2007 viaggia e si esibisce in Etiopia e nel mondo con la Ex Band e Getatchew Mekurya, Le Tigre des Platanes, il gruppo di Badume, Le Bruit du Sign, la Debo band, Trondheim World Music Band, Chili Con Carne band, Imperial Tiger Orchestra, Ukandanz, Akalé Wubé e molti altri, ma anche con il suo gruppo, la Fendika band. Vi sono più di 50 concerti internazionali a suo credito in vari palcoscenici prestigiosi e festival come le Cabaret Sauvage, la cité de la musique, il Point Ephémère and il museo Quai Branly a Parigi, il Lincoln Center a New-York, il Millennium Park a Chicago, il Black Cat a Washington e il Bimhuis ad Amsterdam, il Sauti Za Busara Festival nello Zanzibar, Africolor Festival e Jazz à la Villette Festival a Parigi, il TFF Rudolstadt World Music Festival in Germania...ecc
Ma Melaku non è solo un ballerino/danzatore, egli è anche un “impresario culturale” che cerca di sostenere e sviluppare la cultura e il benessere musicale del suo paese. Dal 2008, gestisce uno dei luoghi Azmari più famosi ad Addis Abeba, la Fendika, introducendo un’idea innovativa alla sua ambientazione tradizionale.
Infatti, durante gli eventi speciali che hanno luogo regolarmente a Fendika, egli invita molti ospiti, sia dal mondo Etiope che stranieri, creando un luogo che offre una simbiosi tra tradizione e modernità. Ha anche iniziato un altro grande progetto con alcuni amici: la banda culturale Ethiocolor, mettendo insieme il meglio del meglio dei musicisti tradizionali di Addis Abeba. Il loro obiettivo è di dimostrare che l’immenso patrimonio musicale dell’Etiopia può essere eseguito con un certo grado di creatività, mantenendo allo stesso tempo la propria identità.
 

Massimo Carboni

Sax tenore. In prima linea sin dalla fine degli anni '80 come solista di tante formazioni jazz, ha avuto l’occasione di suonare con eccellenti musicisti (tra questi Tom Harrell, Carla Bley, Bob Mintzer, Billy Cobham, Steve Swallow, Paolo Fresu, Joseph Jarman, Roscoe Mitchell, Tim Hagans, Maria Pia De Vito, Norma Winstone, Colin Towns, Andy Sheppard, Fabrizio Bosso, Furio di Castri, Giorgio Gaslini, Richard Galliano, Perico Sambeat, Bruno Tommaso, Eric Vloeimans, Dave Holland, Dario Deidda, Flavio Boltro, Dado Moroni, David Linx, Marco Tamburini, Tom Kirkpatrick, Roberto Gatto, Steve Grossman etc.)
Ha alle spalle centinaia di esibizioni in concerto in prestigiose rassegne e festival jazz in Italia ed all'estero e compare in numerosi lavori discografici con le più disparate formazioni, dal duo alla orchestra. Tra i lavori discografici più recenti quelli con la “Orchestra Jazz della Sardegna”, il quintetto italo-finlandese “Infinita”, il “Birth of the Cool Nonet”, il “Woodstore 5tet”.
 

Paolo Carta Mantiglia

Clarinettista e sassofonista. Diplomato in clarinetto presso il conservatorio L.Canepa nel 1995.
Fra il 1999 ed il 2000 frequenta i seminari di Siena, Umbria Jazz e Nuoro Jazz dove gli viene attribuita una borsa di studio in qualità di miglior allievo della classe di Sax. Nel 2000 si diploma all’UM (Roma) e in Jazz al conservatorio di Sassari sotto la guida di Furio Di Castri. Nel marzo 2001, con una borsa di studio, si trasferisce a Parigi per 6 anni, dove frequenta il corso “Supérieur” de l’American School of Modern Music.
Fra le sue collaborazioni, rilevanti restano quelle con l’orchestra Jazz della Sardegna (1999-2001) ed alcuni dei nomi più illustri all’interno del panorama musicale nazionale ed internazionale come Paolo Fresu, Maria Pia De Vito, Giorgio Gaslini, Bruno Tommaso, Mario Raja, Tom Harrel, David Linx, Sarah Morrow, Jerry Edwards, Peter Giron, Ettore Fioravanti, Tino Tracanna, ecc.
Ha svolto attività concertistica in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Svizzera, Olanda, Repubblica Popolare Cinese, India.
Nel 2004, con pianista Paolo Carrus registra il cd “èpanuissement”, edito dalla SPLASC(H) records. Nel 2008 registra a Londra il CD “Night in Greenwich” edito dalla SPLASC(H) records
 

Nicolas Capettini

Si diploma in contrabbasso nell’anno 1995 presso il Conservatorio di Musica di Sassari. Nell’ambito della musica classica collabora con numerose orchestre, formazioni da camera e cori (Coro polifonico Turritano, Corale Rossini, Orchestra del Conservatorio, Orchestra Filarmonica della Sardegna ecc.) con cui si esibisce in vari paesi e importanti città italiane (Milano, Germania, Argentina ecc). Studia Musica Jazz al conservatorio di Sassari con Furio Di Castri. Frequenta un corso annuale di perfezionamento di Jazz a Siena con Paolino Dalla Porta.
Collabora con la compagnia teatrale la Botte e il Cilindro nella realizzazione ed esecuzione delle musiche dello spettacolo Festa Grande d’Aprile (dal 2000 al 2005). Costituisce ed è parte integrante del gruppo tango argentino El Chamuyo dal 2003 al 2011 con il quale partecipa a numerose esibizioni in tutta la Sardegna.
 

Gianfranco Cossu

Chitarrista autodidatta ha la prima esperienza di rilievo come chitarrista dei Nasodoble, gruppo allora formato dal trio chitarra flauto e violino.  Nel primo disco dei Nasodoble "Bestiario" è inoltre presente come chitarrista e come autore (Tartaruga).
Nel 2006 realizza il suo primo disco di canzoni (inquiete rumorose finzioni),  interamente scritto e arrangiato dall'autore,  per il quale si è avvalso della collaborazione di musicisti di varia estrazione.
Dal 2010 approfondisce gli studi sull'improvvisazione, in musica (chitarra jazz con Francesco Mazzeo presso la scuola Najma di Roma) e in musicoterapia nella scuola Fedim di Roma.
È autore dei brani Ollantaytambo insieme a Capettini.

Valerio Corzani

VALERIO CORZANI (Bagno di Romagna, FC) si è laureato in Estetica con una tesi su “John Cage e il problema multimediale” è autore, giornalista, conduttore radiofonico, musicista, fotografo e scrittore.
Attualmente collabora con Il Manifesto e Alias, mentre in passato è stato la firma di riviste e magazine come XL e D di Repubblica, Il Giornale della Musica, Slowfood, Velvet, World Music Magazine, Suono, Muz, Il Turismo Culturale, Fahrenheit 451, Jack, Diario.

Un suo “atlante personale” dedicato ai viaggi e agli incontri del periodo Mau Mau/Mazapegul è stato pubblicato nella collana Orme della Edt col titolo “Se è giovedì siamo in Olanda”, mentre suoi saggi sono usciti nella collana di Studi Filosofici Millepiani, nei Quaderni Perugini di Musica Contemporanea e nei volumi collettivi “L’ombra di Dioniso sulle Discoteche” (Silb Edizioni), “Indypendenti d’Italia” (Zona), “Musica 90  - vent’anni di suoni e ritmi dal mondo”, “Carlo Brighi” (Pazzini), “Re: Sound” (Unisalento Press).
Nel 2009 ha scritto l’introduzione all’”Autobiografia di Miriam Makeba” edita da Gorée.
Ha pubblicato foto e reportage fotografici per XLRepubblica, Il Manifesto, Alias, Diario, Jack, Slow Food, Il giornale della Musica, Muz, Il Turismo Culturale, World Music Magazine,
Presenta programmi radiofonici per la seconda rete della Radio Svizzera Italiana ed è conduttore, autore e regista di Radio3 Rai.
Con RadioRai collabora dal 1986 e ha firmato per le tre reti dei canali radiofonici nazionali centinaia di programmi, sia nelle vesti di conduttore che in quelle di autore, di consulente musicale e di regista.
Attualmente è uno dei conduttori e autori di "Alza il volume", ideatore e redattore di "Sei Gradi", ideatore e conduttore di "File Urbani", consulente musicale di "Pagina3", "Ad alta voce", "Passioni", "Tre Soldi", "Fahrenheit", "Radio3Mondo", “Wikiradio”, "Chiodo fisso", "Radio3 Scienza", “Tre soldi”, “A3”, “Pantagruel”, “Museo Nazionale” tutte trasmissioni di Radio3.
Per la seconda rete della Radio Svizzera Italiana ha confezionato decine di contributi e di speciali (in particolare per le trasmissioni ReteDue 5, Jukebox 900), ideato e condotto il programma “Effetto Larsen” e attualmente collabora con il programma “Sherazade” e conduce insieme a Sergio Albertoni il rotocalco dadaista-musicale “Babilonia”.  

Ha diretto le rivista Dippiù e Freequency e l’emittente Radio Wave, ed è stato il caporedattore del portale www.vinile.com   
Fa parte della direzione artistica del Medimex di Bari organizzato da Puglia Sounds e si è occupato per lo stesso organismo di relazioni internazionali.

All’attività giornalistica alterna quella di musicista. Ha suonato quattro anni con i torinesi Mau Mau e guidato il gruppo Mazapegul, perlustrando l’Europa e il medio oriente con entrambi. Ha registrato due album con i Mau Mau e tre con i Mazapegul, ottenendo anche il riconoscimento del “Premio Tenco” e del “Premio Ciampi”.
Nel 2005 ha partecipato al progetto Daunbailò, fondando il gruppo, scrivendo i testi delle canzoni e producendo il loro primo album.
Nel corso della sua attività di musicista ha suonato tra gli altri con Marc Ribot, Roy Paci, Jimmy Villotti, Gabriele Mirabassi, Maria Pia De Vito, Dodi Moscati, Andy J. Forest, Gabriella Ferri, Peppe Voltarelli, Davide Rossi, Simone Zanchini, Riccardo Tesi, Dead Cat In A Bag.
Ha firmato la colonna sonora di spettacoli teatrali (“Acide lucide”, “Fiabe Etniche”) e ha curato le musiche della trasposizione live di film muti (“Atta Boy”, “Trip Coyote”, “Il giardino delle figure di cera”). Nel 2007 ha ideato la conferenza-spettacolo “Il fuoco amico di John Cage”, portata in scena in varie città insieme alla cantante Maria Pia de Vito e al clarinettista Gabriele Mirabassi.

Dal 2008 al 2013 ha guidato anche Gli Ex...Il primo album de Gli Ex intitolato “Canzoni della penombra” è uscito nel Novembre del 2009 per la Interno 4 Record “Canzoni della penombra”, lussuoso cofanetto comprendente un cd con i brani del gruppo, un libro di racconti di Valerio Corzani (I “Racconti della penombra” ovvero 49 delitti senza castigo) e le immagini del disegnatore e pittore Pablo Echaurren. Il secondo album de Gli Ex è uscito nel Novembre 2011 per la Nda Press, si tratta di un altro cofanetto che include, oltre alle canzoni del gruppo delle quali firma tutti i testi, anche un racconto intitolato “Summertime – Sinfonia d’estate in quattro movimenti”  firmato sempre da Valerio Corzani.
Nel corso dell’attività svolta con Gli Ex ha ideato, scritto e realizzato tre spettacoli d’impianto teatrale con letture e musiche: “Concerto della penombra”, “Pirati di terra e di mare” e “Io vado a Sud”.

Come musicista è stato il bassista delle prime gloriose stagioni dei Mau Mau, il co-leader dei Mazapegul e de Gli Ex, il produttore e l'autore testi dei Daunbailò. Nel corso della sua attività di musicista ha suonato tra gli altri con Marc Ribot, Roy Paci, Jimmy Villotti, Gabriele Mirabassi, Maria Pia De Vito, Dodi Moscati, Andy J. Forest, Gabriella Ferri, Peppe Voltarelli, Simone Zanchini, Riccardo Tesi, Antonio Infantino, Mauro Ottolini, Serena Fortebraccio, Boris Savoldelli, Dead Cat In A Bag.

Oggi porta in giro il progetto elettronico Interiors, insieme ad Erica Scherl (“Liquid” è il titolo del loro album d’esordio uscito per Minus Habens). Interiors è un duo violino-basso ed elettronica che ha avuto buonissimi riscontri di critica ed è stato proposto in molti festival prestigiosi (sia nella versione in duo che in quella in trio con il featuring di Serena Frotebraccio o con quello di Boris Savoldelli).
La sua più recente creatura musicale è invece il combo world-reggae Caracas, un’avventura condivisa al fianco del polistrumentista Stefano Saletti di cui è uscito un album omonimo nel Maggio 2015 per la Materiali Sonori.
A partire dalla primavera 2015 Teresa De Sio gli ha chiesto di creare gli ambienti sonori e di suonare live nello spettacolo “L’attentissima”, reading tratto dal libro omonimo dell’artista campana uscito per Einaudi.
 

Alessandro Di Liberto

Diplomato in pianoforte jazz al Koninklijk Conservatorium de l’Aja, durante i nove anni di permanenza in Olanda vive importanti esperienze musicali a fianco di diversi artisti olandesi di spicco.
Nel corso della sua carriera ha avuto modo di collaborare con importanti esponenti del panorama jazzistico internazionale. Tra questi: J. Faddis, F. Boltro, P. Fresu, L. Aquino, E. Vloeimans, K. Gesing, E. Cisi, R. Giuliani, M.Negri, J. Lourau, M. Rosen, D. De Graaf e M. Erian, David Linx, F. Claassen, F. Corrias, A. Thomas, W. Bronnenberg, H. v. Oosterhout, R. Gatto, G. Cazzola, D. Garcia, E. Zirilli, E. Zach, A. Garau, E. Nijhoff, Frans v.d. Hoeven, D. Deidda, S. Fontoni, H. v. de Geyn, J. Somsen, M. Friedl, G. Gudmundsson, P. Dalla Porta, C. Weber, T. W.Andersen.
Ha all’attivo cinque lavori discografici a suo nome oltre a diversi altri lavori nei quali appare come ospite.
Attualmente è docente di Pianoforte jazz nei conservatori Piccinni di Bari e P.L Da Palestrina di Cagliari.

Enzo Favata

Attualmente uno dei musicisti sardi più attivi e conosciuti nel panorama musicale italiano ed internazionale, Enzo Favata è un artista poliedrico, al quale piace indagare a 360 gradi l’universo sonoro. Il suo originale percorso di ricerca lo porta a misurarsi con linguaggi musicali diversi, a coniugare arcaico e moderno e culture musicali tra loro lontane.

 

Suona i sax tenore, soprano e sopranino,  il clarinetto basso, strumenti etnici a fiato, soprattutto della Sardegna. E’ un  abile  utilizzatore di  live electronics che usa insieme agli strumenti acustici.

 

La sua attività di musicista inizia nel 1983: dopo essersi formato nell’ambito del  jazz tradizionale, abbandona il mainstream per dedicarsi allo studio della musica popolare della Sardegna  di cui ora è un profondo conoscitore. Su questi modelli, unitamente ad altre influenze, come quella latinoamericana, sviluppa un linguaggio ed uno stile compositivo del tutto originali.

 

Ha al suo attivo 13 dischi come leader ed è presente in 5 compilation di artisti internazionali.

 

Ha suonato con: Dino Saluzzi, Miroslav Vitous, Dave Liebman, Enrico Rava, the Art Ensemble of Chicago, Django Bates, Anja Lechner, Lester Bowie, Flavio Boltro, Michel Marre, Tenores di Bitti, Metropole Orkest della Radio Nazionale Olandese, Guinga,  Orchestra nazionale di Tirana, e molti altri.

 

Ha tenuto concerti in tutta Italia e Germania, Spagna, Norvegia, Irlanda, Croazia, Slovenia, Albania, Romania, Giappone, Egitto, Marocco, Brasile, Argentina, Kuwait, Sudafrica, Ghana, Togo.

 

Dal 1987 ha tenuto oltre 2000 concerti, ha suonato in tutto il mondo con suoi progetti in festival e contesti di particolare prestigio come il teatro La Recoleta di Buenos Aires con la Saluzzi family, i festival jazz di Berlino e Francoforte, Festival Jazz di Tokio, la festa della Mercè di Barcellona, Palau della Musica di Barcellona, Auditorium Radio Nazionale Olandese con la Metropole Orkest, Stimmen Festival di Lorrach, Teatro dell’Opera del Cairo, teatro Sala San Paolo del Brasile, Auditorium del Lingotto per il Salone della Musica di Torino, Auditorium Parco della Musica di Roma, Arena del Sole di Bologna, Teatro Ponchielli di Cremona, Auditorium Orchestra Verdi di Milano, Teatro Lirico di Cagliari.

 

E’ inoltre autore di colonne sonore per il cinema, la radio, il teatro, il documentario. Ha realizzato ambienti sonori per installazioni ed esposizioni di arte contemporanea e musei etnografici.

 

Dal 2001 è direttore artistico del Festival Musica sulle Bocche a Santa Teresa Gallura e Bonifacio, uno dei più apprezzati festival Jazz della Sardegna.

 

Premi e riconoscimenti

    Nel 1987 menzione speciale nel concorso “Ai confini tra Sardegna e jazz”  per il Festival di Santa Anna Arresi con la D. D. Band

    Nel 1988 Vince il primo premio nel concorso “Ai confini tra Sardegna e jazz”  per il Festival di Santa Anna Arresi con il suo primo Quartetto  di sperimentazione tra improvvisazione e musica sarda.

    Nel 1992 menzione speciale per le nuove musiche nel programma Orione di Rai Radio3.

    Nel 1995 vince a Poitiers un concorso europeo come miglior gruppo di improvvisazione con il Tangram Trio, una formazione sperimentale nell’ambito del jazz contemporaneo e della musica d’avanguardia a cavallo tra minimalismo, noise music e underground contemporaneo newyorkese.

    Nel 1997 il suo disco con Dino Saluzzi “Ajò” viene segnalato con 4 stelle dal mensile francese Jazz Man ed entra tra i migliori 150 dischi dell’anno nella World Music Charts Europe che riunisce tutte le radio e programmi specializzati di world music in Europa. In classifica dopo Ajò seguirà solo un altro disco italiano, Anime Salve di De Andrè.

    Nel 2003  il cd Made in Sardinia pubblicato dall’etichetta tedesca CC&c records, con la presentazione del noto critico  jazz tedesco  Ulrich Ohlshausen, entra nella cinquina finale per il premio della critica tedesca al miglior disco di world music  del 2003.

    Nel 2004 esce Nu Tango, doppia compilation della Union Square Music di Londra dedicata ai massimi esponenti del new tango argentino  e dei nomi internazionali come Mercedes Sousa, Gotan Project, Winton Marsalis. Enzo Favata è l’unico artista italiano presente.

    Nel 2007 vince il premio per la miglior colonna sonora al festival internazionale del Film Fantastico di Estepona (Spagna) con le musiche originali per il film The Seer di L. Desole (produzione Italia –USA)

 

 
Enzo Favata Discografia

Come leader

1987          Tangos de La Tardor               D.D Band                                                                                            LMJ

1992          Jana                                              Enzo Favata Jana Project                                            il Ponte Sonoro

1995          Islà                                                Enzo Favata Jana Project                                            Robi Droli

1996          Il cielo è sempre più blu           Colonna sonora del Film                                            San Isidro

1997          Ajò                                                Enzo Favata Jana Project  con Dino  Saluzzi          Robi Droli

1998          Voyage en Sardaigne               Enzo Favata ed artisti del folclore sardo                                    il manifesto

1999          Atlantico                                      Enzo Favata Quintetto Atlantico                                il manifesto

2001          Boghes and Voices                   Enzo Favata e Cuncordu di Castelsardo                  Synphonia ( Harmonia Mundi Germania )

2003          Made in Sardinia                        Enzo Favata Quintetto e Tenores di Bitti                  CCn’c Records / Il manifesto

2004          Crossing                                                       Enzo Favata doppio album di inediti live di 15 anni                  Blu Studio  ( IRD)

2005          No man’s land                            Enzo Favata Sixelectrix                                                  Splasch records

2007          The New Village                          Enzo Favata tentetto feat. Tenores di Bitti                    il manifesto

2009          The Night of the storytellers    Enzo Favata trio con M. Peghin, Y. Goloubev         Isola dei suoni

2012          Insulae                                       Enzo Favata  Mario Crispi                                             Isola dei suoni

2012          The secret life of Parks             Enzo Favata  Decoder                                                 Isola dei suoni

 

 

In compilation di artisti vari

1991          Storie Musiche e Canzoni        Compilation artisti internazionali                               Virgin

1992          Sonora 3                                    Compilation artisti internazionali                                Materiali Sonori

1997          Anime Mediterranee                                    Compilation artisti internazionali                                Olis

1999          World Festival of Sacred Music  Compilation Internazionale                                    CCn’c Records (Germania)

2004          Nu Tango                                   Compilation internazionale                                          Union Square Music (UK)

Danilo Gallo

Danilo è nato a Foggia, nel vicino 1972, dedicatosi all’inizio alla chitarra classica ha poi approfondito lo studio del basso elettrico e del contrabbasso jazz  presso "Il Pentagramma” a Bari dove ha iniziato la sua attività artistica dapprima seguendo seminari e suonando in jam session, poi collaborando da subito con i suoi insegnanti, e con alcuni tra i più affermati jazzisti del panorama internazionale.

Come didatta ha insegnato presso le scuole "Sol-do" di Foggia, “Suono Improvviso" di Venezia, “Officine Musicali" di Mogliano Veneto, “Scuola Gershwin” di Padova, per il corso europeo “Professione Musicisti".
Ha tenuto seminari e master class, tra gli altri, presso l”Universita’ di Jakarta – Indonesia - , il Festival Jazz di Lima – Peru’ -, il Festival Fiemme Sky Jazz in Val di Fiemme, la “Scuola di Musica 55” di Trieste, la scuola “Wood Bronx” a New York, l’accademia di Brera a Milano, ad Addis Abeba – Etiopia – per l’Istituto Italiano di Cultura e la scuola di musica Jazzamba.

Ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche per la Rai, Radio Popolare, Radio France, BBC, Radio Nazionale Olandese, Radio Hong Kong. Attualmente vive a Corsico (Milano).

Musicista curioso, ecclettico, trasversale, con bagaglio musicale a 360 gradi, partecipa a numerosi progetti che spaziano dal jazz alla musica etnica, all’improvvisazione radicale, all'avanguardia, dal pop al rock, e a diverse collaborazioni che vedono le varie arti al fianco della musica.
Svolge intensa attivita’ concertistica da circa 20 anni. Ha suonato e suona regolarmente nei piu’ importanti festivals, clubs e rassegne in Italia (tra gli altri Umbria Jazz, Auditorium del Parco della Musica di Roma…), Francia (Festival Jazz di Parigi, Vienne, Lyon, etc…), Belgio, Olanda, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Svizzera, Slovenia, Grecia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Yugoslavia, Croazia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Polonia, Romania, Spagna, Portogallo, Stati Uniti (tra cui i prestigiosi jazz clubs di New York quali The Stone, Small, Barbes…), Messico, Peru', Indonesia, Cina, Hong Kong, Mozambico, Ghana, Togo, Angola, Sudafrica, Marocco, Etiopia.

Oltre al contrabbasso suona anche il basso elettrico, il bass VI, la balalaika basso e la balalaika contrabbasso, il basso acustico, il liuto basso, la chitarra, la batteria.

E’ ideatore e co-fondatore dell’etichetta/collettivo indipendente El Gallo Rojo Records (www.elgallorojorecords.com), soggetto collettivo di produzione nell'ambito della musica creativa.

E' leader dei gruppi di portata internazionale DARK DRY TEARS (con Francesco Bearzatti, Francesco Bigoni, Jim Black), GALLO & THE ROOSTERS (con Achille Succi, Gerhard Gschloessl, Zeno De Rossi), co-leader dei gruppi SKAN THE SKIN, MIDNIGHT LILACS feat. MARC RIBOT, MICKEY FINN + CUONG VU, ROLLERBALL, GUANO PADANO, suona come sideman in tantissime formazioni tra cui si ricorda il prestigioso FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4et, gruppo pluripremiato in Italia e in Francia.

Tra i tantissimi musicisti con cui Danilo ha avuto il piacere di suonare si ricordano Uri Caine, Marc Ribot, Gary Lucas, Mike Patton, Elliot Sharp, Chris Speed, Jim Black, Wayne Horvitz, Cuong Vu, Anthony Coleman, Ben Perowsky, Steven Bernstein, Don Moye, Ralph Alessi, Jessica Lurie, Bob Mintzer, Benny Golson, John Tchicai, Steve Grossman, e gli italiani Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Francesco Bearzatti, Giancarlo Schiaffini, Pietro Tonolo, Enzo Favata e i mitici Tenores di Bitti, tra gli altri.

Nell'ambito della letteratura, teatro, arte popolare, arti visive, musica leggera con Danijel Zezelj, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Stefano Tassinari, Matteo Belli, Antonio Vanni, Pamela Villoresi, Ivano Marescotti, Loris Contarini, Gualtiero Bertelli, Gian Antonio Stella, Elena Bucci, Dante Borsetto, Costantino Borsetto,Giorgio Rossi, Alexian Santino Spinelli, Bruno Lauzi, Ron, Elisa, Rossana Casale, le star slovene come Vlado Kreslin e Tinkara.

Danilo e' il vincitore del Referendum indetto da Musica Jazz "Top Jazz 2010" come miglior bassista, del “Trofeo Insound” indetto dall’omonima rivista, come miglior bassista nel 2011, ed e’ risultato tra i primi anche per altre nomination quali Jazzit Awards, in particolare primo come contrabbassista nel 2014. E’ attivissimo discograficamente, essendo richiestissimo come sideman, ma anche come leader e co-leader, si ricordano piu' di un centinaio di incisioni e si rimanda al link  http://www.danilogallo.com/index.php/it/disco

Molti dei dischi in cui partecipa sono stati votati “dischi del mese” o “dischi dell’anno”, in particolare il disco del suo quartetto GALLO & THE ROOSTERS feat. Gary Lucas “The Exploding Note Theory”, votato disco del mese da Musica Jazz nel dicembre 2011.

UT Gandhi

Umberto Trombetta Gandhi
Batterista, percussionista e compositore.
Nasce a San Daniele del Friuli (UD) il 17/04/1960. Musicista autodidatta approda alla musica Jazz nel 1978 collaborando con i più validi musicisti friulani e gruppi di livello nazionale: ha seguito seminari di perfezionamento con Jimmy Cobb, Duke University (Umbria Jazz 1985) con Tommy Campbell, Berklee School Boston (Umbria Jazz 1986). Inoltre partecipa ai seminari di Peter Erskine a Ravenna nel 1987 ed a Udine nel 1993.
Collabora inoltre come compositore per colonne sonore e video nell’ambito teatrale con il gruppo Arearea di Udine guidato da Roberto Cocconi, con il Centro Servizi Spettacoli di Udine, con il “Teatrino del Rifo”e con la danzatrice e coreografa Elisabetta Ceron.
Ha fatto parte per otto anni del quintetto elettrico “Electric Five” di Enrico Rava con il quale ha svolto concerti e tournée in Italia, Europa, Canada e Giappone. Ha partecipato inoltre alla realizzazione dell’opera “Ragazzi selvaggi”, musiche di Enrico Rava, con l’orchestra sinfonica di Rovigo ed ha partecipato al progetto “Rava-Carmen”.
Da otto anni tiene dei corsi di percussione per i detenuti nelle case circondariali di Udine, Pordenone e Tolmezzo e da questa esperienza sono nati 3 CD realizzati con i detenuti stessi. Come docente tiene regolarmente alcuni “laboratori di percussioni” in diverse località del Friuli Venezia Giulia e “clinics” di batteria jazz e percussioni in varie città d’Italia.

Si è esibito con musicisti di fama internazionale quali: Enrico Rava, Richard Galliano, Massimo Urbani, Giancarlo Schiaffini, Gian Luigi Trovesi, Franco D’Andrea, Antonello Salis, Claudio Lodati, Tobias Delius, Tristan Honsinger, Sean Bergin, Ellen Christi, Paul Jeffrey, Maria Pia De Vito, Carla Marcotulli, Enzo Pietropaoli, Battista Lena, Bruno Tommaso, Giovanni Tommaso, J. L. Matinier, Tony Scott, Jack Walrath, Luis Sclavis, Dado Moroni, Rosario Bonaccorso, Stefano Di Battista, Paolino Dalla Porta, Daniele D’Agaro, Mario Schiano, Emanuele Cisi, Gianluca Petrella, Stefano Bollani, Mauro Negri, Stiepko Gut, Rudi Migliardi, Gabriele Mirabassi, David Boato, Paolo Birro, Mark Helias, Cameron Brown, Glauco Venier, Roberto Cecchetto, Giovanni Maier, Domenico Caliri, Alberto Mandarini, Umberto Petrin, Francesco Bearzatti, Miroslav Vitous, Lee Konitz, Dave Liebman, Dino Saluzzi, Anja Lechner, Django Bates,Enzo Favata,Daniele di Bonaventura,Tenores di Bitti, Cristina Mazza,Mark Ledford, Gary Valente, Vassilis Tsabropoulos, Yuri Goliubev, Aldo Romano,Danilo Rea, Mauro Ottolini, Danilo Gallo, Patrizio Fariselli, Ares Tavolazzi, Boris Savoldelli, Paolo Tofani, Fausto Beccalossi, Federico Sanesi, Felix Saluzzi, John Surman, Palle Mikkelborg e molti altri.
 

Daniele Giallara

Daniele Giallara, cuglieritano, inizia a cantare a chitarra giovanissimo seguendo le orme del padre chitarrista; nei primi anni novanta fa parte del gruppo minicantadores, ragazzi che si esibivano sui palchi seguiti dal prof. Perria. La carriera è proseguita negli anni sino a portarlo ad essere attualmente uno dei più richiesti cantadores a chitarra.

Pino Jodice

Pino Jodice (www.pinojodice.com) pianista, compositore/arrangiatore, direttore d’Orchestra jazz. Nasce a Napoli e si diploma in pianoforte nel 1987.

Durante gli studi di composizione mostra le sue attitudini al jazz e successivamente studia arrangiamento jazz diplomandosi con il massimo dei voti. Ha svolto attività didattica presso il Conservatorio di Musica S.Cecilia di Roma, il Conservatorio di Musica G.Martucci di Salerno, il Conservatorio di Musica G.Da Venosa di Potenza.Attualmente e’ docente di Composizione Jazz, Pianoforte jazz presso il Conservatorio di Musica D.Cimarosa di Avellino ed è direttore artistico del festival jazz “Contaminazioni Jazz”. Fondatore e Direttore della “Power Jazz Unusual Orchestra”,collabora anche come pianista, compositore e arrangiatore nell’Orchestra Jazz dell’Auditorium Parco della Musica di Roma la PMJO, come arrangiatore con la Scottish National Jazz Orchestra, con la OJS Orchestra Jazz della Sardegna, con la Salerno Jazz Orchestra econ la Army Jazz Band ( orchestra Jazz dell'Esercito Italiano ). Vince numerosissimi concorsi internazionali di composizione e arrangiamento per orchestra jazz tra cui: “Barga jazz 2000”, “Scrivere in jazz 2000”, concorso internazionale di composizione per orchestra Sinfonica “2Agosto 2001” ,“Castel dei Mondi - Andria” 2002, “Barga jazz 2002”, “Scrivere in jazz 2004”, “Piacenza jazz Arrangers 2006”, Artez Composition Contest 2012 (Enschede), “Barga jazz 2013”. Riceve come miglior nuovo talento italiano il “Premio Positano Jazz” 2002 e “Premio Palazzo Valentini Jazz” 2002. Svolge una intensa attività concertistica esibendosi nei più importanti teatri e Festival sia italiani che internazionali (Teatro Coliseum di Buenos Aires, Teatro dell’Opera di Lima,Teatro dell’Opera di Hanoi, Auditorium Parco della Musica di Roma, Umbria Jazz, Opera House del Cairo,ecc…), collaborando come pianista e arrangiatore con i più grandi jazzisti internazionalitra i quali: Dave Douglas, P.Mc Candless (con il quale registra un CD dal titolo “Terre” con il gruppo Xenia), M.Stern,T.Smith, K.Weelher, Y.Lateef, D.Oatts,B.Holmann, R.Galliano, G.Garzone, F.Tiberi,U.Cane, B.Marsalis, G.Burton, J.Scofield, M.Portal,B.Brookmayer, D.Di Piazza, E.Rava,P.Fresu, e tanti altri. E’ leader di un suo trio con il quale pubblica il CD “New Steps” e di un quintetto internazionale con il quale pubblica i cd “Suspended”e “High Tension” con l’alto sax Dick Oatts e il tenor sax Tommy Smith. Ha al suo attivo numerose incisioni come pianista,compositore e arrangiatore. Attualmente è cooleader insieme alla fisarmonicista,pianista e compositrice Giuliana Soscia con la quale incide numerosi cd e svolge una intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

Bruno Maludrottu

Bruno Maludrottu, olbiese, ha iniziato anche lui giovanissimo l'attività sui palchi. Chitarrista sicuro, brillante, tecnicamente impeccabile, accomuna all'accompagnamento quasi maniacale del cantadore dei virtuosismi di rara bellezza durante la pausa tra una frase musicale e l'altra del canto.

Ivan Mazuze

Award winner saxophonist and composer Ivan Mazuze presents progressive African jazz at its very best with his quintet leading the group in a playful interaction. There are melodies with a background in southern Africa mixed with contemporary West African drumming traditions. Deeply planted in jazz harmony with double bass and improvisation on acoustic piano – saxophonist improvises with sturdy legs in a landscape between jazz and African music. The quartet presents a picture of contemporary African jazz with a focus on improvisation.
The musicians in Ivan Mazuze quintet have previously played with internationally acclaimed artists such as, Carmen Souza, Manou Gallo, Hermeto Pascoal, Tom Knific, Omar Sosa, Bugge Wesseltoft and many more. This international perspective is mixed with a passionate desire to convey progressive improvised African jazz.


 
All music is composed by Ivan Mazuze based on his ongoing study of jazz and traditional African music in a modern setting and especially the multi-cultural interaction in this quartet/quintet. Ivan Mazuze will present a new album to be released in the fall of 2015 (Musikklosen).
 
Mazuze released is first solo album Maganda (2009) that is a reflection of Mazuze’s musical journey and experiences in jazz and African "worlds" of music. The album Maganda won and nominated for the following categories and awards:
 
1. Best Afro World Group in the Oslo World Music Festival 2009.
2. Best Contemporary Jazz Album at SAMA awards 2010 (South African Music awards).
3. Winner in two categories for best Afro Jazz album and jazz/instrumental album at Mozambique Music Awards 2010.
4. Recommended best newcomer and saxophonist of 2010 at African Jazz Network.
 
Mazuze released his latest album namely Ndzuti (2012) which means, “shadow”. The music on the album Ndzuti has elements from both southern and West African traditions with Jazz based structures.
The album features African and Norwegian musicians residing in Scandinavian countries and guest artists such as the Cuban pianist Omar Sosa and the bassist and vocalist from Ivory Coast, Manou Gallo.
 
The album Ndzuti has been chosen as recommended album at African Jazz Network 2012 and as one of the key albums of the year 2012 by Music Information Center Norway (MIC) during the summer 2012 as well as recommended 10 best albums of 2012 at the Songlines Magazin
 
Amongst these awards and recognitions Mazuze has received a specializations scholarship for the year 2015 from the Norwegian Jazz Forum. This scholarship has been granted to various jazz bands and musicians in Norway based on their artistic merit. Its purpose is to contribute to professional jazz musicians the freedom to immerse themselves in their art form.
 As a based artist in Norway since 2009, Mazuze has in the last five years been representing "world jazz" coming out of Norway at numerous music events and festivals in many parts of the world in with the support of Norwegian cultural institutions such as Arts Council Norway and Music Norway.

Mazuze is currently an Artistic director for the International Jazz Day celebrations in Oslo, Norway and at his home country, Mozambique.

 

Alessandro Olla

Compositore, pianista e performer. Si interessa al suono e alla musica dall’età di 5 anni, studiando pianoforte e registrando sin d'allora panorami sonori con un radioregistratore Grundig.

Dopo aver seguito gli studi classici in pianoforte, composizione e “musica e nuove tecnologie”, si distacca da una visione accademica della musica per iniziare un percorso artistico attraverso la sperimentazione, l’improvvisazione e l’elettronica, svolte non solo in campo musicale ma anche teatrale e nella visual art.

Particolarmente attento all’interazione della musica con altre forme artistiche, dagli esordi si dedica ad una costante attività in campo teatrale come compositore di musiche di scena e performer.

Dall’incontro con il teatro deriva un vastissimo numero di rappresentazioni in cui suona dal vivo ora come esecutore, ora come improvvisatore;cura inoltre numerose regie teatrali e video.

Ha realizzato performance musicali installazioni e concerti in Europa America e West Africa, China. Ha suonato in festival internazionali e con artisti della scena contemporanea quali Tim Hodgkinson, Marc Ribot, David Shea, Victor Nubla, Phil Niblock, Max Eastley, Jean Marc Montera, Paolo Fresu, Llorenc Barber, Henning Frimann. Z’EV Maia Ratkje, Ikue Mori.

Ha fondato ensemble sperimentali come Coincidentia Oppositorum (1996), Moex (2004). Particolarmente attivo in ambito teatrale, ha composto musiche originali per la radio, la televisione, il cinema e realizzato interventi di sonorizzazione. Nel 1995 ha fondato TiConZero, centro di ricerca musicale e sperimentazione teatrale con il quale svolge un intensa attività artistica. Dal 2007 cura la direzione artistica di SIGNAL, festival annuale di musica d’avanguardia e linguaggi collaterali.

Marcello Peghin

Chitarrista e compositore, si muove a suo agio tanto nella musica classica che in quella improvvisata. Suona la chitarra classica a 10 e 12 corde, la chitarra baritono, la viola caipira, la chitarra elettrica, la chitarra folk e i live electronics. Ha suonato con musicisti di diversa estrazione e di grande caratura come Dino Saluzzi, Enrico Rava, Tony Scott, Lester Bowie. Ha militato per tre anni nel gruppo della cantante tuva Sainko Namtchilak. Dal 1988 collabora con Enzo Favata con il quale ha realizzato diverse incisioni discografiche. Ha pubblicato i cd “Goldberg Variations” e "The Well-Tempered Clavier " di J. S. Bach, trascritti per chitarra a 10 corde.

Louis Sclavis

Louis Sclavis è una delle star incontestate del jazz mondiale.
Louis Sclavis è uno dei grandi innovatori del jazz mondiale. Clarinettista, compositore, improvvisatore, ha alle sue spalle una carriera ultratrentennale che lo ha portato ai massimi vertici in Europa, ispirato sempre da una continua ricerca e innovazione. A Santa Teresa presenta  il progetto “Silk and Salt Melodies” (disco per la ECM) con Gilles Coronado  alla chitarra e Benjamin Moussay al piano, che avevano già contribuito al suo precedente  Atlas Trio album Sourcesin del 2011, a cui si aggiunge il percussionista classico iraniano Kevyan Chemirani, maestro dello zarb, che porta una nuova dimensione in questo originale universo sonoro.

Paolo Sechi

Ha frequentato Siena Jazz e vari seminari con i batteristi Giulio Capiozzo, John Arnold, Salvatore Corazza. 
E’ stato componente di varie formazioni come D.D.Band, Blue Note Orchestra, Enzo Favata Quartet, Orchestra Giovanile Europea.
Ha avuto l’occasione di suonare con Paolo Fresu, Flavio Boltro, Furio di Castri, Steve Grossman, Art Ensemble of Chicago, Franco Cerri, Sandro Satta, Fabio Mariani, esibendosi in vari festival jazz e partecipando anche alla registrazione di alcuni lavori discografici tra i quali “Tangos de la tardor” (D.D.Band, con Flavio Boltro e Roberto Rossi).

Giuliana Soscia

Giuliana Soscia (www.giulianasoscia.com) fisarmonicista jazz, pianista, compositrice/arrangiatrice.

Artista versatile, nasce a Latina e si diploma nel 1988 in pianoforte con il massimo dei voti presso il Conservatorio di musica “S.Cecilia” di Roma, studia con la Prof.ssa A.M.Martinelli e il M° S.Cafaro. Vince numerosi concorsi pianistici e intraprende subito un’intensa attività concertistica. Contemporaneamente intraprende lo studio della fisarmonica, del jazz e successivamente lo studio della composizione e arrangiamento per orchestra jazz, conseguendo il Diploma Accademico di II Livello in Composizione Jazz con il massimo dei voti e la lode. Nel 2001 le viene assegnato il trofeo ”Sonerfisa” Premio Internazionale città di Castelfidardo come migliore fisarmonicista italiana e nel 2007 il Premio alla carriera, nel 2005 il prestigio“XXXV Premio Personalità Europea” presso il Campidoglio di Roma. Dal 2000 al 2008 è presente in vari programmi televisivi, in qualità di fisarmonicista e di conduttrice di rubriche inerenti la musica nei programmi  Mezzogiorno  in Famiglia, Mattina in Famiglia di Michele Guardì su RAI  DUE  ed UnoMattina  su RAI UNO e in tanti altri programmi televisivi  e radiofonici come ospite con i suoi progetti musicali. Nel 2006 fonda il gruppo“Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet” col quale inizia subito un’intensissima attività concertistica in tutto il mondo e con il quale realizza ben otto lavori discografici ricevendo numerosi consensi da parte della critica. Si esibisce nel 2008 come special guest per “Omaggio a Piazzolla” con la SNJO Scottish National Jazz Orchestra diretta da Tommy Smith presso la “Qeen’s Hall” di Edinburgh, il “RSAMD”di Glasgow, il “Mac Robert Art Centre” di Stirling, il Byre Theatre di St. Andrews, con la PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra diretta da Maurizio Giammarco presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma per il Progetto “Il Viaggio Di Sindbad” di Pino Jodice , con la Power Jazz Unusual Orchestra diretta da Pino Jodice al Fiction Fest Awards 2010, con la Salerno Jazz Orchestra, Special guest in qualità di fisarmonicista e compositrice in “Autumn in Jazz con la PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra nel 2011, come solista con le Orchestre d’Archi “Milano Classica”, “Rossini”, Tartini e in vari ensemble collaborando con i Direttori C.Lorenz, P.P. Ciardi, ecc. Importante la sua collaborazione con il M° Roberto De Simone come arrangiatrice, pianista e fisarmonicista nel 2013 presso il Teatro San Carlo di Napoli.  E’ inoltre leader del “Giuliana Soscia Tango Sextet” composto da fisarmonica e quintetto d’archi. Ha al suo attivo numerose incisioni come fisarmonicista solista e compositrice. Svolge anche attività didattica sia come pianista che fisarmonicista jazz, tenendo presso i Conservatori numerose Master Class di fisarmonica jazz. Prima fisarmonicista a partecipare al prestigioso Festival Lucca Jazz Donna 2010. E’ stata anche l’immagine del Lucca Jazz Donna 2011.

Enrico Zanisi

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